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23 Settembre 2020

03.10.2012 FALLIMENTO SHIPPING

03-10-2012 18:26 - AGGIORNAMENTI e COMMENTI
Deiulemar, gli armatori si arrendono: «Fallimento per la Shipping». Gli obbligazionisti perdono 18 navi

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di ALBERTO DORTUCCI
TORRE DEL GRECO -
Da oggi c´è una speranza in meno per gli obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione: al termine di dieci giorni di passione «per lavorare a una proposta bis di concordato preventivo liquidatorio» i legali della seconda generazione di armatori del colosso economico di via Tironi hanno alzato bandiera bianca, presentando formale istanza di fallimento al tribunale di Torre Annunziata per la Shipping. «Bisogna essere realisti, non ci sono le condizioni per andare avanti - le parole del professore Astolfo Di Amato, il super-esperto in salvataggi impossibili chiamato al capezzale della «banca privata» di Torre del Greco -. Abbiamo impiegato tutte le nostre forze per salvare la compagnia di navigazione dal crac, ma la situazione è diventata insostenibile».
A pesare come un macigno sulla decisione di dire addio all´idea di una soluzione in extremis, il sequestro delle due navi - disposto da un´ordinanza cautelare firmata dal gip Giovanni De Angelis del tribunale di Torre Annunziata - intitolate al «capitano» Michele Iuliano e a Filomena Lembo: un provvedimento che ha drasticamente impoverito la prima proposta avanzata dall´ex amministratore unico Elio Spagnuolo e dall´avvocato Astolfo Di Amato per tamponare i debiti della Shipping. Inizialmente, l´offerta degli armatori per chiudere i conti con i creditori era di circa 150 milioni di euro a fronte di un debito complessivo per la «sorella minore» della Deiulemar compagnia di navigazione di 500 milioni di euro. Un concordato preventivo liquidatorio che, in pratica, avrebbe consentito di «sistemare» i lavoratori e i creditori privilegiati. «Ma il sequestro delle due navi - prosegue Astolfo Di Amato - ha reso impossibile la formulazione di una nuova proposta di concordato preventivo liquidatorio. E´ preferibile, in situazioni del genere, puntare sulla nomina immediata di un curatore fallimentare che porti avanti gli affari della Shipping».
Affari che, assicura il super-esperto, non sono in discussione: «Basti pensare che, a dispetto di tutte le difficoltà registrate a partire dal mese di gennaio, l´intera flotta naviga regolarmente - prosegue l´avvocato degli armatori -. Ma il sequestro della Michele Iuliano e della Filomena Lembo ha reso inutili tutti le energie spese finora per evitare di arrivare alla presentazione dell´istanza di fallimento».
Un crac che sottrarrà alle 13.000 famiglie di obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione il «tesoretto» della flotta da 18 navi della Shipping che, adesso, prenderà una strada diversa rispetto alla procedura fallimentare innescata dalla sentenza emessa lo scorso 2 maggio dal giudice Massimo Palescandolo.
Una tegola che arriva proprio nel giorno in cui il comitato dei creditori della Deiulemar compagnia di navigazione annuncia che è stata avviato, come da intese con i curatori fallimentari, l´esame delle prime 300 istanze di insinuazione al passivo, individuate secondo il «numero cronologico» assegnato dalla cancelleria del tribunale di Torre Annunziata. Un primo passo per individuare il numero degli aventi diritto alla divisione di un «tesoretto» che, dopo la perdita della Shipping, sembra sempre più ridotto.

Fonte: Metropolisweb

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