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Avv. ANTONIO CARDELLA Via Cimaglia, 112 Tel/Fax 081 8491273 80059 Torre del Greco (NA) ESPERTO IN DIRITTO DI FAMIGLIA E DEI CONSUMATORI
21 Settembre 2020

18 luglio 2012 Nel 2005 iniziò il valzer delle azioni e società

18-07-2012 12:04 - AGGIORNAMENTI e COMMENTI
«Il cuore dell´accordo associativo si fonda sul patto tra gli amministratori formali (il capitano Michele Iuliano) e i responsabili di fatto (i nove indagati, raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare) di procedere a una fittizia operazione di riorganizzazione aziendale a partire dal 2005». Così il gip Giovanni De Angelis «inchioda» gli armatori per il crac della Deiulemar compagnia di navigazione: un´operazione «studiata a tavolino» e portata avanti, la tesi degli investigatori, attraverso l´instancabile attività illecita di raccolta del risparmi e la programmazione del fallimento. Secondo la ricostruzione della procura, il progressivo «spolpamento» del colosso economico di via Tironi cominciò proprio nel 2005 con il conferimento nella Deiulemar Shipping di undici navi della flotta di proprietà della Deiulemar compagnia di navigazione: «Una cessione che rappresenta - sottolinea il gip - l´operazione di maggiore impatto economico della vita della Deiulemar compagnia di navigazione e, al tempo stesso, un´iniziativa ispirata da una inequivoca finalità distrattiva». Iniziative che portarono alla nascita di una serie di società, in Italia e all´estero, tutte variamente riconducibili alla «seconda generazione» di armatori: i fratelli Angelo, Pasquale e Micaela Della Gatta, Giovanna Iuliano, Leonardo e Filippo Lembo. E tutte accomunate da un triplice obiettivo: distrarre dal patrimonio della Deiulemar compagnia di navigazione i più importanti assets societari, pianificare un complesso sistema di elusione delle imposte su redditi e realizzare il «passaggio generazionale» senza soggiacere al pagamento dell´imposta di successione. «Unico e bieco loro scopo - l´affondo del gip Giovanni De Angelis - è stato continuare a guadagnare mediante la raccolta del risparmio in nome della società, stando bene attenti a occultare i problemi finanziari: significativa la circostanza che addirittura nel 2012 hanno proseguito a incamerare somme dai risparmiatori, sebbene fosse divenuta di dominio pubblico l´agonia delle casse societarie. Per tale motivo, gli indagati hanno sottratto o distrutto la documentazione da cui sarebbe stato possibile ricostruire la reale movimentazione degli affari: l´intera strategia è stata studiata, pianificata e attuata per ricavare quanto più possibile in danno dei creditori da un´attività imprenditoriale irreversibilmente svuotata dei suoi assets più significativi».


Insomma, la strategia era chiara: spoliazione della società e utili portati all´estero attraverso trust aperti in «paradisi fiscali». Tra navi cedute dalla compagnia di navigazione alla Shipping e le partecipazioni cedute alla controllata Deiulemar Holding della Sakura Hotel, della Real estate, della Energy coal e della Energy shipping «l´ammontare dei beni distratti in questa fase è stata stimata in circa 323 milioni di euro». Non solo: «Con lo svuotamento avvenuto della Deiulemar compagnia di navigazione, l´utile prodotto dalle navi distratte fu portato all´estero, attraverso la lussemburghese Poseidon e ulteriori tre fiduciarie lussemburghesi controllanti la Poseidon stessa». Qui l´aspetto legato alla truffa ai danni dello Stato: «Gli utili prodotti negli anni da Deiulemar Shipping, dal 2005 - la tesi della procura di Torre Annunziata - ammontano a circa 216 milioni di euro, di cui una considerevole parte è poi confluita nel sistema delle obbligazioni della Deiulemar compagnia di navigazione. Tali utili venivano ripartiti su soggetti di diritto estero che fungevano solo da filtro e non erano caratterizzati da alcuna operatività, consentendo alla nuova generazione delle tre famiglie dei soci fondatori di eludere il fisco presentando delle dichiarazioni dei redditi infedeli e truffando lo Stato». Nel caso specifico è stata contestata anche l´aggravante della trans nazionalità per aver creato in più di uno Stato (Malta, Lussemburgo, Portogallo e Irlanda) società e trust «finalizzati sia a far perdere le tracce dell´attività e dei beni inseriti nel patrimonio della Deiulemar compagnia di navigazione, sia ai fini dell´evasione e dell´elusione fiscale».

Fonte: Metropolisweb

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