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Avv. ANTONIO CARDELLA Via Cimaglia, 112 Tel/Fax 081 8491273 80059 Torre del Greco (NA) ESPERTO IN DIRITTO DI FAMIGLIA E DEI CONSUMATORI
27 Maggio 2019
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A CHI SPETTANO GLI ASSEGNI FAMILIARI IN CASO DI SEPARAZIONE O DIVORZIO?

05-12-2013 19:36 - FAMIGLIA E MINORI
Sempre più spesso si verificano incomprensioni, se non vere e proprie battaglie legali, su questo tema.
Orbene, partendo dal presupposto che la materia non è disciplinata come dovrebbe, poiché presenta alcune lacune che lasciano troppo spazio a decisioni altrui, il problema può diventare di difficile soluzione e presentare alcune sorprese.

Iniziamo ad esaminare la fattispecie, riportando una recentissima sentenza della Suprema Corte, sui rapporti tra assegno di mantenimento ed assegni familiari (Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 23 maggio 2013 n. 12770, Pres. Di Palma, rel. Didone)

ASSEGNI FAMILIARI - IN FAVORE DEL FIGLIO MINORE - IN FAVORE DEL CONIUGE - SILENZIO DELL'ACCORDO DEI

PARTNERS O DEL PROVVEDIMENTO GIUDIZIALE - DISCIPLINA GIURIDICA (art. 211 l. 151/1975)

Il coniuge affidatario del figlio minorenne ha diritto, ai sensi dell'art. 211 della legge 19 maggio 1975 n. 151, a percepire gli assegni familiari corrisposti per tale figlio all'altro coniuge in funzione
di un rapporto di lavoro subordinato di cui quest'ultimo sia parte, indipendentemente dall'ammontare del contributo per il mantenimento del figlio fissato in sede di separazione consensuale omologata a carico del coniuge non affidatario, salvo che sia diversamente stabilito in modo espresso negli accordi di separazione.
Gli assegni familiari per il coniuge, consensualmente o giudizialmente separato, invece, in mancanza di una previsione analoga al citato art. 211, spettano al lavoratore, cui sono corrisposti per consentirgli di far fronte al suo obbligo di mantenimento ex artt. 143 e 156 cod. civ., con la conseguenza che, se nulla al riguardo è stato pattuito dalle parti in sede di separazione consensuale (ovvero è stato stabilito dal giudice in quella giudiziale), deve ritenersi che nella fissazione del contributo per il mantenimento del coniuge si sia tenuto conto anche di questa particolare entrata" (Sez. 1, Sentenza n. 5060 del 02/04/2003; Sez. U, Sentenza n. 5135 del 27/11/1989).

Figli nati dalla nuova unione dell'onerato - Incidenza sull'assegno di mantenimento - Rilevanza dell'apporto della nuova compagna - Sussiste (155 c.c.)

Sulla determinazione dell'assegno di mantenimento in favore del coniuge separato e della prole, incidono gli ulteriori oneri derivanti a carico dell'onerato, in conseguenza della nascita di figli non matrimoniali nati da una successiva unione: l'incidenza, tuttavia, non conduce necessariamente ad una riduzione dell'importo dove venga preso in considerazione l'apporto economico della nuova compagna dell'obbligato.

Fin qui tutto abbastanza chiaro.

Cosa accade, invece, in caso di separazione o di divorzio, con affidamento congiunto dei figli?

E' lecito ritenere che, in mancanza di espressa previsione normativa, IL DIRITTO ALL'ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE SCATTA A FAVORE DI ENTRAMBI I CONIUGI AFFIDATARI.

Ergo: sarebbe sempre bene, in fase di accordo di separazione, indicare chi dei due coniugi potrà continuare a percepire detti assegni; in mancanza di tale accordo o addirittura di contrasti, il Giudice userà il criterio della convivenza per valutare intorno a quale dei due coniugi affidatari si è ricomposto il nucleo familiare.

Avv. Antonio Cardella

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