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Avv. ANTONIO CARDELLA Via Cimaglia, 112 Tel/Fax 081 8491273 80059 Torre del Greco (NA) ESPERTO IN DIRITTO DI FAMIGLIA E DEI CONSUMATORI
22 Settembre 2020

CONTO CORRENTE

CONTI CORRENTI DORMIENTI


Recentemente sono entrate in vigore le nuove norme sui cosiddetti "conti dormienti", ossia quei rapporti bancari rimasti inattivi per almeno 10 anni, perché non movimentati dai titolari. Le novità riguardano tutti, sia i semplici cittadini che le imprese: se i conti risultati dormienti non saranno svegliati dai titolari, le somme depositate serviranno per alimentare un Fondo del Ministero dell´Economia e delle Finanze che le utilizzerà per finalità sociali.

C´è dunque il rischio di perdere i propri risparmi? Diciamo subito che non è affatto il caso di allarmarsi. Prima che le somme finiscano al Fondo, infatti, i titolari dei rapporti dormienti saranno avvertiti dalle banche e avranno 180 giorni di tempo (circa 6 mesi) per svegliarli. Ma c´è di più: anche nell´ipotesi in cui le somme venissero trasferite al Fondo, il titolare potrà comunque rivendicarle e avrà ben 10 anni di tempo per farlo. Le procedure per la restituzione delle somme saranno oggetto di un Regolamento che dovrà essere emanato dal Ministero dell´Economia.

Cosa si intende per "conto dormiente"?

Viene definito dormiente un rapporto contrattuale (stipulato con una banca o con un altro intermediario finanziario(1)) costituito sia da depositi monetari (come il conto

Cosa stabiliscono le nuove norme (2) ?

Che un rapporto rimasto dormiente per 10 anni e su cui sono depositate somme di valore pari ad almeno 100 euro venga estinto dalla banca e le somme trasferite in un Fondo del Ministero dell´Economia e delle Finanze, a meno che il titolare non provveda a "svegliarlo", attraverso una qualsiasi operazione o comunicando alla banca di voler proseguire nel rapporto.

Conti dormienti: cosa fare se...

... il titolare ha cambiato residenza e quindi la comunicazione della banca potrebbe non essere arrivata.

Conviene contattare la banca, sia per sapere se si hanno rapporti dormienti, sia per comunicare il cambio di residenza. Anche la comunicazione di cambio di residenza o di domicilio può bastare a svegliare un conto dormiente.

... la comunicazione della banca è arrivata, ma il titolare del conto dormiente è deceduto.

E´ bene ricordare che non solo il titolare del rapporto può "svegliare" il rapporto dormiente, ma anche suoi eventuali delegati ad operare. In mancanza di questi, gli eredi devono comunicare alla banca di aver diritto a subentrare nella titolarità del deceduto, presentando ad esempio un certificato di morte con i documenti necessari alle pratiche di successione.

... si è titolari di più rapporti dormienti con la stessa banca.
Non sarà necessario movimentarli tutti, ma anche solamente uno. Chi possiede ad esempio un conto corrente e un dossier titoli, per mantenere attivi entrambi i rapporti, potrà operare solo su uno di essi.

... si possiedono libretti di risparmio al portatore.
In questo caso è opportuno recarsi presso la banca dove il libretto è stato aperto per verificare se si tratta di un rapporto dormiente ed eventualmente comunicare la propria volontà a proseguire nel rapporto. E´ importante ricordare che le banche periodicamente espongono nelle proprie filiali e pubblicano sul proprio sito internet degli avvisi con gli elenchi dei rapporti dormienti.

... si possiedono depositi soggetti a rinnovo tacito.
E´ bene sapere che anche per questa tipologia di prodotti finanziari che prevedono contrattualmente il rinnovo automatico del vincolo a scadenza (ad esempio i certificati di deposito vincolati) valgono le regole dei conti dormienti.

... si possiedono depositi titoli che contengono strumenti finanziari a lunga scadenza.
E´ bene sapere che anche per questi prodotti finanziari (come ad esempio un BTP con scadenza trentennale o un titolo azionario), se contenuti in un dossier titoli, valgono le regole descritte sinora. Conviene controllare periodicamente il dossier titoli e comunicare l´intenzione di continuare tale rapporto anche prima che si verifichi la situazione di dormienza.



-------------

(1) Le nuove norme riguardano, fra gli altri, i rapporti contrattuali stipulati con le banche italiane e le succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie (artt. 106-107 del d.lgs. 1 settembre 1992, n. 385) e con le Poste Italiane S.p.A.
corrente o i libretti di risparmio) sia da depositi di strumenti finanziari (titoli obbligazionari, azionari, titoli di stato, etc.) e cioè il cosiddetto dossier titoli in custodia e amministrazione nonché le gestioni patrimoniali sul quale il titolare o un suo delegato -per un periodo di almeno 10 anni- non ha effettuato alcuna operazione o movimentazione (ad esempio versamenti, prelievi, etc.) e risulta quindi inattivo.

(2) Cfr. Legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, commi 343 e 345 (legge finanziaria 2005); D.P.R. n. 116 del 22 giugno 2007.



PRENDERE NOTA DI 4 CONSIGLI PRATICI


Comunica alla banca ogni cambiamento rilevante.

Segnala sempre alla banca, anche con una raccomandata, eventuali cambiamenti anagrafici o relativi allo stato di famiglia, come ad esempio il cambio di residenza, il decesso di un congiunto titolare di un rapporto, etc.

Non essere troppo riservato.

Comunica ai tuoi familiari più stretti le coordinate del tuo conto corrente e dei conti titoli che possiedi. In questo caso, nel caso ti dimenticassi, avrai maggiori opportunità con il loro aiuto di ricordarti dei tuoi rapporti bancari.

Tieni un archivio.

Archiviare le comunicazioni ricevute dalla banca permetterà a te e ai tuoi familiari di consultare le informazioni necessarie ad individuare gli estremi dei rapporti bancari, nel caso ci fosse bisogno.

Individua persone delegate ad operare sul conto al tuo posto.

Individua persone di fiducia, come ad esempio i tuoi familiari più stretti, a cui delegare l´operatività sul rapporto con la banca nel caso ti trovassi in futuro impossibilitato a farlo e comunica alla banca i loro nominativi.



COSA SVEGLIA IL RAPPORTO DORMIENTE E COSA NO

In linea di massima, tutte le operazioni compiute direttamente dal titolare e da un suo delegato (come una comunicazione inviata alla banca) hanno l´effetto di risvegliare il rapporto, mentre quelle che avvengono automaticamente e non vedono un suo coinvolgimento diretto (come l´addebito di utenze) non consentono di svegliarlo. Vediamo qualche esempio.

Sveglia il rapporto:

• la comunicazione alla banca con cui si esprime la volontà di continuare il rapporto;
• la comunicazione di variazione di residenza;
• la richiesta di un carnet di assegni;
• le richieste del saldo del conto;
• la richiesta di un aggiornamento contabile;
• la richiesta di una copia della documentazione bancaria;
• qualsiasi movimentazione, come ad esempio un prelievo, un versamento, un pagamento tramite carta, etc.

Non sveglia il rapporto:

• l´accredito di un bonifico da parte di terzi (ad esempio l´accredito dello stipendio);
• l´addebito automatico delle utenze domiciliate (luce, gas, acqua, etc.);
• altre operazioni automatiche (come il rid);
• la mancata movimentazione di depositi soggetti a tacito rinnovo, etc.

ATTENZIONE: Anche le polizze assicurative rientrano nella norma e dopo la loro prescrizione (dopo due anni dalla scadenza) le somme non erogate o non richieste dal beneficiario vengono trasferite al Ministero dell´Economia.


COSA E´ UN CONTO CORRENTE

Una volta il conto corrente bancario era considerato un investimento, ovvero una remunerazione del capitale depositato, costituita dagli interessi. Con la diminuzione del tasso di inflazione, è diminuito anche il tasso di interesse e oggi si tende a dare più importanza ai servizi che la banca offre e che ruotano tutti intorno al conto corrente: bonifico, pagamenti bollette, servizi di incasso di effetti, acquisto e cambio di valute estere, carte di credito, massimo scoperto (ovvero di quanto si può andare "in rosso"), spese tenuta conto, eccetera.
Le informazioni ai clienti su spese, oneri, tassi di interesse e altre condizioni contrattuali devono essere messe a disposizione attraverso fogli informativi datati e tempestivamente aggiornati, come ha stabilito un provvedimento della banca d´italia pubblicato sul supplemento ordinario n. 137 alla gazzetta ufficiale del 13 agosto 2003 ed emanato in attuazione del decreto legislativo n. 385/1993, nel quale sono confluite tutte le norme bancarie, comprese quelle sulla "trasparenza" dei rapporti con i clienti. La trasparenza comprende anche l´obbligo della banca di consegnare al cliente che ne fa richiesta una copia completa del contratto prima della firma, per consentire una "ponderata" valutazione del contenuto dello stesso. Tuttavia le condizioni contrattuali non sono perenni, la banca può modificarle in senso più sfavorevole al cliente, che però deve ricevere una comunicazione scritta e ha la facoltà di dare disdetta entro 15 giorni e di cambiare banca senza penalità. Una ulteriore trasparenza nei rapporti con la clientela è stata introdotta da un accordo fra le associazioni dei consumatori e l´associazione bancaria italiana (abi), che si chiama "pattichiari". L´accordo prevede, fra l´altro, informazioni dettagliate sul costo e sui servizi dei conti correnti per consentire un confronto agevole e scegliere quello più adatto alle proprie necessità, oltre a un tipo di conto corrente economico, utile e di facile gestione, accessibile a tutti.
"patti chiari" sta per promuovere anche la prima "campagna nazionale di educazione finanziaria" centrata sulle modalità e sull´importanza di prendersi cura dei propri risparmi.
In tutte le banche sarà distribuita gratuitamente una "guida dialogo" per offrire informazioni sul risparmio e sui conti correnti. Su questi, almeno una volta l´anno le banche devono dare al cliente una comunicazione analitica con un quadro aggiornato delle condizioni applicate.
In mancanza di opposizione scritta da parte del cliente, le comunicazioni si intendono approvate trascorsi 60 giorni dal ricevimento. Inoltre, va ricordato che la legge n. 248/2006 ha vietato di addebitare al cliente le spese di chiusura conto.
Nelle comunicazioni alla clientela, sono indicate anche le eventuali variazioni sfavorevoli dei tassi di interesse. Infatti, una volta che ha aperto il conto e ha stabilito (con una buona contrattazione) una soddisfacente remunerazione, il cliente può dormire tranquillamente tra due guanciali solo fino a quando non varia l´andamento generale dei tassi. Un campanello di allarme può essere costituito della variazione del tasso ufficiale di sconto, che di solito la televisione e i quotidiani pubblicizzano. Una diminuzione del tasso di sconto comporta automaticamente una riduzione dei tassi di interesse sui conti correnti e sui depositi, mentre un aumento del tasso di sconto non agisce automaticamente: le variazioni in più sono rese operative solo se il cliente le chiede. Le variazioni, però, possono avvenire in qualsiasi momento e non sono sempre prevedibili. E questa è una delle ragioni per cui il valore del tasso di interesse non è stabilito nel contratto.
Se, per esempio, si ha un deposito di 50.000,00 euro e se ne prelevano 45.000,00 per qualsiasi operazione, la banca riduce immediatamente il tasso senza darne comunicazione. Quando si ricostituisce il deposito bisogna rinegoziare il tasso, poiché l´adeguamento non è automatico.
Un altro aspetto importante dei conti correnti è la decorrenza della valuta, cioè da quando il cliente ha diritto agli interessi e alla disponibilità di denaro dopo aver depositato un assegno sul suo conto. Comunque, in base alla legge, il denaro contante, gli assegni circolari emessi dalla stessa banca e gli assegni bancari tratti sulla stessa succursale presso la quale viene effettuato il versamento sono conteggiati con la valuta del giorno in cui è effettuato il versamento.
Il cliente può concordare con la banca anche la periodicità con la quale gli vengono inviati gli estratti conto, che costituiscono una spesa, sia pure piccola. Bisogna ricordare che esistono due tipi di estratti conto.
Ordinario: quello che si richiede allo sportello e che dà informazioni solo sui movimenti di capitale come addebiti ed accrediti.
Scalare: quello che si riceve a casa periodicamente, ovvero, come si è detto, a seconda degli accordi presi con la banca al momento dell´apertura del conto.
L´estratto conto da tenere sempre sotto controllo è quello scalare. Infatti è il più importante perché oltre a fornire tutte le informazioni dettagliate sui movimenti dare/avere riporta le notizie che riguardano le condizioni contrattuali e le eventuali variazioni dei costi di gestione. Quindi il consiglio è di non soffermarsi solo sulla lista dei movimenti ma di controllare se rispetto all´estratto conto precedente sono presenti delle variazioni, magari non segnalate.
Il correntista deve anche sapere che l´estratto conto scalare è l´unico strumento di comunicazione che gli istituti bancari utilizzano per dialogare con i loro clienti e per informarli su novità e variazioni delle condizioni contrattuali.
Non leggerlo significa rimanere all´oscuro di eventuali variazioni. E siccome è, si ribadisce, l´unico mezzo di comunicazione di cui si serve la banca, che per la legge sulla trasparenza bancaria deve obbligatoriamente rendere partecipi i suoi clienti di tutto ciò che li riguarda, va letto sempre perché poi non si può dire: "non lo sapevo". Infatti la risposta della banca sarebbe: "ma io ti avevo avvertito".
E´ molto difficile che una banca possa fallire mandando praticamente in fumo i risparmi dei depositanti, ma può succedere. Tuttavia, va ricordato che il decreto legislativo n. 659/1996, emanato in attuazione di una direttiva comunitaria, ha imposto a tutte le banche di predisporre un "sistema di garanzia dei depositi" per rimborsare i clienti in caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa.
Questi sistemi di garanzia sono approvati dalla banca d´italia e il rimborso per ciascun depositante non può essere inferiore a 103.291 euro. Fino a questa cifra si può stare tranquilli, ma sono esclusi dal rimborso alcuni depositi come quelli al portatore, le obbligazioni e i crediti derivanti da cambiali ed operazioni in titoli.
Volendo, chi ha un deposito cospicuo, può frazionarlo in diverse banche fino ad un importo di 103.291 euro e così starà più tranquillo.
Se l´utente ha una controversia con la propria banca che non si risolve verbalmente, c´è un salvagente che è l´ombudsman bancario, termine derivato dai paesi scandinavi che è una specie di difensore civico degli utenti istituito dall´abi in accordo con le associazioni dei consumatori, ma molti ancora non lo conoscono. Eppure nelle banche ci sono degli opuscoli a disposizione. L´ombudsman ha competenza per le controversie fino ad un importo massimo di 50.000,00 euro.
Tale importo è praticamente più alto perché non si riferisce a quello dell´operazione che sta alla base della controversia, ma al valore del danno che l´utente ha subito.
La procedura che l´utente deve seguire è gratuita. Per ogni contestazione, deve rivolgersi in primo grado all´ufficio reclami che ogni banca ha istituito al proprio interno, tramite raccomandata ar o semplice lettera consegnata a mano, di cui deve essere rilasciata ricevuta. L´ufficio reclami deve decidere entro 60 giorni. Se rigetta in tutto o in parte il reclamo o se non risponde entro tale termine, l´utente può fare ricorso tramite raccomandata ar all´ombudsman bancario (via delle botteghe oscure 54, 00186 roma; segreteria@ombudsman.it), allegando copia del primo reclamo e ogni altra documentazione utile. L´ombudsman, che è coadiuvato da una segreteria tecnica, può chiedere ulteriori dati e notizie sia alla banca sia al consumatore e deve decidere entro 90 giorni, comunicando comunque la decisione alle parti. La banca deve adeguarsi alla decisione entro il termine prescritto dall´ombudsman, sotto pena di una pubblica censura sui giornali, ma si è visto che si adegua sempre.

IL DIVIETO DELLE SPESE DI CHIUSURA DEL CONTO


Recentemente sono entrate in vigore le nuove norme sui cosiddetti "conti dormienti", ossia quei rapporti bancari rimasti inattivi per almeno 10 anni, perché non movimentati dai titolari. Le novità riguardano tutti, sia i semplici cittadini che le imprese: se i conti risultati dormienti non saranno svegliati dai titolari, le somme depositate serviranno per alimentare un Fondo del Ministero dell´Economia e delle Finanze che le utilizzerà per finalità sociali.

C´è dunque il rischio di perdere i propri risparmi? Diciamo subito che non è affatto il caso di allarmarsi. Prima che le somme finiscano al Fondo, infatti, i titolari dei rapporti dormienti saranno avvertiti dalle banche e avranno 180 giorni di tempo (circa 6 mesi) per svegliarli. Ma c´è di più: anche nell´ipotesi in cui le somme venissero trasferite al Fondo, il titolare potrà comunque rivendicarle e avrà ben 10 anni di tempo per farlo. Le procedure per la restituzione delle somme saranno oggetto di un Regolamento che dovrà essere emanato dal Ministero dell´Economia.

Cosa si intende per "conto dormiente"?

Viene definito dormiente un rapporto contrattuale (stipulato con una banca o con un altro intermediario finanziario(1)) costituito sia da depositi monetari (come il conto

Cosa stabiliscono le nuove norme (2) ?

Che un rapporto rimasto dormiente per 10 anni e su cui sono depositate somme di valore pari ad almeno 100 euro venga estinto dalla banca e le somme trasferite in un Fondo del Ministero dell´Economia e delle Finanze, a meno che il titolare non provveda a "svegliarlo", attraverso una qualsiasi operazione o comunicando alla banca di voler proseguire nel rapporto.

Conti dormienti: cosa fare se...

... il titolare ha cambiato residenza e quindi la comunicazione della banca potrebbe non essere arrivata.

Conviene contattare la banca, sia per sapere se si hanno rapporti dormienti, sia per comunicare il cambio di residenza. Anche la comunicazione di cambio di residenza o di domicilio può bastare a svegliare un conto dormiente.

... la comunicazione della banca è arrivata, ma il titolare del conto dormiente è deceduto.

E´ bene ricordare che non solo il titolare del rapporto può "svegliare" il rapporto dormiente, ma anche suoi eventuali delegati ad operare. In mancanza di questi, gli eredi devono comunicare alla banca di aver diritto a subentrare nella titolarità del deceduto, presentando ad esempio un certificato di morte con i documenti necessari alle pratiche di successione.

... si è titolari di più rapporti dormienti con la stessa banca.
Non sarà necessario movimentarli tutti, ma anche solamente uno. Chi possiede ad esempio un conto corrente e un dossier titoli, per mantenere attivi entrambi i rapporti, potrà operare solo su uno di essi.

... si possiedono libretti di risparmio al portatore.
In questo caso è opportuno recarsi presso la banca dove il libretto è stato aperto per verificare se si tratta di un rapporto dormiente ed eventualmente comunicare la propria volontà a proseguire nel rapporto. E´ importante ricordare che le banche periodicamente espongono nelle proprie filiali e pubblicano sul proprio sito internet degli avvisi con gli elenchi dei rapporti dormienti.

... si possiedono depositi soggetti a rinnovo tacito.
E´ bene sapere che anche per questa tipologia di prodotti finanziari che prevedono contrattualmente il rinnovo automatico del vincolo a scadenza (ad esempio i certificati di deposito vincolati) valgono le regole dei conti dormienti.

... si possiedono depositi titoli che contengono strumenti finanziari a lunga scadenza.
E´ bene sapere che anche per questi prodotti finanziari (come ad esempio un BTP con scadenza trentennale o un titolo azionario), se contenuti in un dossier titoli, valgono le regole descritte sinora. Conviene controllare periodicamente il dossier titoli e comunicare l´intenzione di continuare tale rapporto anche prima che si verifichi la situazione di dormienza.



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(1) Le nuove norme riguardano, fra gli altri, i rapporti contrattuali stipulati con le banche italiane e le succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie (artt. 106-107 del d.lgs. 1 settembre 1992, n. 385) e con le Poste Italiane S.p.A.
corrente o i libretti di risparmio) sia da depositi di strumenti finanziari (titoli obbligazionari, azionari, titoli di stato, etc.) e cioè il cosiddetto dossier titoli in custodia e amministrazione nonché le gestioni patrimoniali sul quale il titolare o un suo delegato -per un periodo di almeno 10 anni- non ha effettuato alcuna operazione o movimentazione (ad esempio versamenti, prelievi, etc.) e risulta quindi inattivo.

(2) Cfr. Legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, commi 343 e 345 (legge finanziaria 2005); D.P.R. n. 116 del 22 giugno 2007.



PRENDERE NOTA DI 4 CONSIGLI PRATICI


Comunica alla banca ogni cambiamento rilevante.

Segnala sempre alla banca, anche con una raccomandata, eventuali cambiamenti anagrafici o relativi allo stato di famiglia, come ad esempio il cambio di residenza, il decesso di un congiunto titolare di un rapporto, etc.

Non essere troppo riservato.

Comunica ai tuoi familiari più stretti le coordinate del tuo conto corrente e dei conti titoli che possiedi. In questo caso, nel caso ti dimenticassi, avrai maggiori opportunità con il loro aiuto di ricordarti dei tuoi rapporti bancari.

Tieni un archivio.

Archiviare le comunicazioni ricevute dalla banca permetterà a te e ai tuoi familiari di consultare le informazioni necessarie ad individuare gli estremi dei rapporti bancari, nel caso ci fosse bisogno.

Individua persone delegate ad operare sul conto al tuo posto.

Individua persone di fiducia, come ad esempio i tuoi familiari più stretti, a cui delegare l´operatività sul rapporto con la banca nel caso ti trovassi in futuro impossibilitato a farlo e comunica alla banca i loro nominativi.



COSA SVEGLIA IL RAPPORTO DORMIENTE E COSA NO

In linea di massima, tutte le operazioni compiute direttamente dal titolare e da un suo delegato (come una comunicazione inviata alla banca) hanno l´effetto di risvegliare il rapporto, mentre quelle che avvengono automaticamente e non vedono un suo coinvolgimento diretto (come l´addebito di utenze) non consentono di svegliarlo. Vediamo qualche esempio.

Sveglia il rapporto:

• la comunicazione alla banca con cui si esprime la volontà di continuare il rapporto;
• la comunicazione di variazione di residenza;
• la richiesta di un carnet di assegni;
• le richieste del saldo del conto;
• la richiesta di un aggiornamento contabile;
• la richiesta di una copia della documentazione bancaria;
• qualsiasi movimentazione, come ad esempio un prelievo, un versamento, un pagamento tramite carta, etc.

Non sveglia il rapporto:

• l´accredito di un bonifico da parte di terzi (ad esempio l´accredito dello stipendio);
• l´addebito automatico delle utenze domiciliate (luce, gas, acqua, etc.);
• altre operazioni automatiche (come il rid);
• la mancata movimentazione di depositi soggetti a tacito rinnovo, etc.

ATTENZIONE: Anche le polizze assicurative rientrano nella norma e dopo la loro prescrizione (dopo due anni dalla scadenza) le somme non erogate o non richieste dal beneficiario vengono trasferite al Ministero dell´Economia.


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IL PARERE VERRA´ RECAPITATO, UNITAMENTE ALLA FATTURA, ALL´INDIRIZZO MAIL INDICATO DALL´ASSISTITO, ENTRO SETTE GIORNI LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DELL´ACCREDITO DEL PAGAMENTO.

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