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30 Settembre 2020
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DI MAIO LINES: gli armatori confessano e strappano gli arresti domiciliari

12-07-2012 16:13 - NEWS: PRIMO PIANO
Svolta nelle indagini per bancarotta, confermate le accuse della procura: «Ma eravamo in buona fede»


TORRE DEL GRECO, 12 luglio 2012
Hanno ammesso le proprie responsabilità e hanno strappato il beneficio degli arresti domiciliari. A quattro mesi dal blitz eseguito dalla guardia di finanza, tornano a casa gli armatori finiti in carcere con l´accusa di bancarotta fraudolenta per il crac da 40 milioni di euro della Dimaiolines: Carlo Di Maio (foto in basso), la sorella Angela Di Maio (foto a destra) e il cugino Angelo Di Maio hanno lasciato le proprie celle - rispettivamente a Poggioreale, a Pozzuoli e a Velletri - dopo gli interrogatori-fiume davanti al pubblico ministero Sergio Raimondi.
Tre distinti «faccia a faccia» in cui i titolari della compagnia di navigazione con sede in viale dei Pini hanno sostanzialmente ammesso gli addebiti contestati dalla procura di Torre Annunziata, specificando di «avere agito in assoluta buona fede» sulla scorta di consigli e suggerimenti «da parte di super-esperti, qualificati in materia». Insomma, secondo la tesi dei tre indagati «eccellenti» dell´inchiesta che a marzo fece scattare sette arresti, non c´era la volontà di truffare i circa 800 obbligazionisti bensì la convinzione che tutte le operazioni finanziarie messe in campo sarebbero servite per risollevare le sorti della Dimaiolines. «Anche perché - avrebbero spiegato gli armatori, tutti assistiti dall´avvocato Romeo Del Giudice - eravamo certi che i finanziamenti dei risparmiatori fossero assimilabili a prestiti personali e non fossero, invece, una raccolta del risparmio per la compagnia di navigazione».



Respinta al mittente, invece, l´accusa di avere fatto sparire il «tesoretto» degli obbligazionisti: una circostanza che, al momento, sarebbe confermata dalle verifiche effettuate dalla guardia di finanza per individuare eventuali fondi riconducibili ai titolari della compagnia di navigazione. La disponibilità a collaborare con la giustizia e le ammissioni davanti al pm Sergio Raimondi - titolare pure dell´inchiesta sul fallimento della Deiulemar - hanno convinto il gip Giovanni De Angelis a firmare la scarcerazione di Carlo Di Maio, Angela Di Maio e Angelo Di Maio: un provvedimento che arriva a circa due settimane dalla revoca del divieto di dimora in Campania per Angelo Pica, il presidente del collegio dei sindaci della compagnia di navigazione inizialmente finito in galera insieme ai vertici della Dimaiolines.
Ora, invece, tutti potranno aspettare la conclusione delle indagini lontano dalle sbarre del carcere. L´unico «anello mancante» nell´inchiesta condotta dalla procura di Torre Annunziata resta Anna Maria Ballinari - presidente di una società armatrice, residente in Svizzera - sfuggita la blitz e a oggi latitante. Un dettaglio che, alla luce delle dichiarazioni del primo «pentito» Angelo Pica e delle successive confessioni dei tre armatori, non dovrebbe costituire un ostacolo alla rapida conclusione del procedimento giudiziario per il primo fallimento di una compagnia di navigazione all´ombra del Vesuvio.

Fonte: Metropolisweb

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