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Avv. ANTONIO CARDELLA Via Cimaglia, 112 Tel/Fax 081 8491273 80059 Torre del Greco (NA) ESPERTO IN DIRITTO DI FAMIGLIA E DEI CONSUMATORI
24 Luglio 2019

FONDO PER IL CONIUGE IN STATO DI BISOGNO

28-03-2017 10:56 - SENTENZE IN EVIDENZA DIRITTO DI FAMIGLIA
Articolo 1, commi 414-416
(Fondo a tutela del coniuge in stato di bisogno)

414. E´ istituito, in via sperimentale, nello stato di previsione del Ministero della giustizia, con una dotazione di 250.000 euro per l´anno 2016 e di 500.000 euro per l´anno 2017, il Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno.

415. A valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 414, il coniuge in stato di bisogno che non è in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l´assegno determinato ai sensi dell´articolo 156 del codice civile per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, può rivolgere istanza da depositare nella cancelleria del tribunale del luogo ove ha residenza, per l´anticipazione di una somma non superiore all´importo dell´assegno medesimo. Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, ritenuti sussistenti i presupposti di cui al periodo precedente, assumendo, ove occorra, informazioni, nei trenta giorni successivi al deposito dell´istanza, valuta l´ammissibilità dell´istanza medesima e la trasmette al Ministero della giustizia ai fini della corresponsione della somma di cui al periodo precedente. Il Ministero della giustizia si rivale sul coniuge inadempiente per il recupero delle risorse erogate. Quando il presidente del tribunale o il giudice da lui delegato non ritiene sussistenti i presupposti per la trasmissione dell´istanza al Ministero della giustizia, provvede al rigetto della stessa con decreto non impugnabile. Il procedimento introdotto con la presentazione dell´istanza di cui al primo periodo non è soggetto al pagamento del contributo unificato.

416. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell´economia e delle finanze, sono adottate, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni necessarie per l´attuazione dei commi 414 e 415, con particolare riguardo all´individuazione dei tribunali presso i quali avviare la sperimentazione, alle modalità per la corresponsione delle somme e per la riassegnazione al Fondo di cui al comma 414 delle somme recuperate ai sensi del terzo periodo del comma 415.

I commi da 414 a 416 istituiscono presso il Ministero della giustizia un Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, per sostenere economicamente il coniuge in caso di inadempimento dell´obbligo di mantenimento.

In particolare, il comma 414 istituisce il Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, nello stato di previsione del Ministero della giustizia, prevedendo una dotazione di 250.000 euro per il 2016 e di 500.000 euro per il 2017. La disposizione prevede che l´istituzione di questa misura di sostegno abbia carattere sperimentale; il comma 416 chiarisce che la sperimentalità della misura comporta la sua applicazione solo in relazione ad alcuni Tribunali (v. infra).

In base al comma 415, la persona in stato di bisogno che non abbia ricevuto l´assegno di mantenimento per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, può richiedere al Tribunale di residenza l´anticipazione di una somma fino all´entità dell´assegno medesimo. L´istanza al Tribunale è esente dal contributo unificato.

La disposizione definisce "in stato di bisogno" il coniuge che non è in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi.

Se il tribunale accoglie la richiesta, la invia al Ministero della giustizia per la corresponsione della somma e sarà il Ministero a rivalersi sul coniuge inadempiente.

Le somme recuperate dal Ministero saranno riassegnate al Fondo. Il comma 416 rimette a un decreto del Ministro della giustizia, da emanare entro 30 giorni dall´entrata in vigore della legge di stabilità, l´attuazione di queste disposizioni e specifica che il provvedimento dovrà anche indicare "i tribunali presso i quali avviare la sperimentazione".



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