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Avv. ANTONIO CARDELLA Via Cimaglia, 112 Tel/Fax 081 8491273 80059 Torre del Greco (NA) ESPERTO IN DIRITTO DI FAMIGLIA E DEI CONSUMATORI
20 Settembre 2020
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IL GOVERNO CORRE AI RIPARI PER I REATI DI STALKING E MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: RITORNA LA POSSIBILITÀ´ DI APPLICARE LA MISURA CAUTELARE DEL CARCERE

16-07-2014 15:48 - ATTIVITA´ E CONVEGNI
Il Parlamento prova a intervenire sull´emergenza scarcerazioni. I reati ad alto allarme sociale non rientreranno così nel divieto di custodia cautelare in carcere in caso di pena non superiore ai 3 anni. Lo prevede un emendamento presentato da David Ermini (Pd), relatore al decreto legge sui risarcimenti per detenzione in violazione della Convenzione europea dei diritti dell´uomo, nel quale sono inserite anche modifiche al Codice di procedura penale In base a quanto adesso previsto dal decreto, il carcere preventivo non può essere applicato se il giudice ritiene che, all´esito del giudizio, la pena detentiva non sarà superiore ai 3 anni. L´emendamento di Ermini stempera l´automatismo e recupera margini di discrezionalità per l´autorità giudiziaria, stabilendo che la previsione non vale per i delitti a elevata pericolosità sociale, come per esempio i reati di mafia e terrorismo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e maltrattamenti aggravati in famiglia.
E non solo: secondo l´emendamento di Ermini, si potrà ricorrere alla custodia cautelare in carcere anche nel caso in cui non siano possibili gli arresti domiciliari per mancanza di un luogo idoneo.
«Sono alcune utili correzioni - spiega il deputato Pd - alla luce dei suggerimenti rivolti al legislatore nel corso delle audizioni. Il nostro obiettivo è quello di migliorare un testo in sintonia con quanto emerge nel confronto con gli operatori della giustizia. Credo che, una volta approvato l´emendamento, avremo una norma di buon equilibrio tra garanzie dell´imputato ed esigenze di sicurezza dei cittadini». Il decreto legge, già calendarizzato in aula per la prossima settimana, sarà esaminato dalla commissione Giustizia a partire da domani.
A lanciare l´allarme, nei giorni scorsi, erano stati magistrati, ma anche associazioni contro la violenza domestica, che sottolineavano l´azzeramento di margini di valutazione a disposizione dell´autorità giudiziaria nell´esame delle singole situazioni. Si sono così moltiplicati i provvedimenti che hanno aperto le porte del carcere anche nei confronti di imputati che avevano alle spalle storie criminali di un certo spessore e oggi sono accusati di reati non proprio bagatellari.
Tra gli emendamenti del relatore trova posto, ma la linea ispiratrice è la stessa, anche un altra modifica al decreto legge che interviene sull´ampliamento della platea dei condannati nei cui confronti la pena è scontata secondo le modalità del processo minorile. Anche qui sparisce l´automatismo, per lasciare il campo alla valutazione da parte del giudice dell´esistenza di ragioni di sicurezza.


Fonte: Il Quotidiano del diritto - Sole 24ore

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