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Avv. ANTONIO CARDELLA Via Cimaglia, 112 Tel/Fax 081 8491273 80059 Torre del Greco (NA) ESPERTO IN DIRITTO DI FAMIGLIA E DEI CONSUMATORI
21 Maggio 2019
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Istituito il Fondo governativo per aiutare chi non riceve gli assegni di mantenimento

21-12-2015 12:07 - NEWS LEGISLATIVE
Soggetti legittimati. Possono accedere al Fondo i titolari di un assegno ai sensi dell’art. 156 c.c. che dimostrino di versare in stato di bisogno e di non ricevere quanto stabilito. Sono dunque esclusi i titolari di assegno di divorzio e di un assegno di mantenimento per i figli ex art. 337 bis ss. c.c.; Il richiedente dovrà dimostrare di versare in stato di bisogno, da interpretarsi, ai sensi dell’art. 438 c.c., come impossibilità «di provvedere al soddisfacimento dei suoi bisogni primari, quali il vitto, l´abitazione, il vestiario, le cure mediche» da «valutarsi in relazione alle effettive condizioni dell´alimentando, tenendo conto di tutte le risorse economiche di cui il medesimo disponga e della loro idoneità a soddisfare le sue necessità primarie» (Cass. civ., 8 novembre 2013, n. 25248).

La domanda. In attesa dei decreti attuativi, si può supporre che alla domanda si debba allegare:
1) il provvedimento, anche provvisorio, con cui è stato fissato l’assegno e dunque verbale ex art. 711 c.p.c., verbale ex art. 708 c.p.c., sentenza di separazione, accordo frutto di negoziazione assistita munito dell’autorizzazione o del nulla osta del PM, ex art. 6 l. n. 162/2014;
2) la documentazione attestante il mancato pagamento e dunque almeno l’atto di precetto;
3) tutti gli elementi atti a dimostrare lo “stato di bisogno”.

L’iter. La domanda deve essere presentata, senza assistenza di un avvocato, al Tribunale “più prossimo alla propria residenza” (sarà un decreto attuativo a individuare il Giudice competente); il Tribunale, entro 30 giorni, se reputa sussistenti le condizioni di accesso, trasmette la richiesta al Ministero. La legge non specifica se la competenza sia monocratica o collegiale.

Il contributo. Il Fondo è a rotazione e prevede una dotazione di 5 milioni di euro per il 2016 e di 10 milioni di euro per gli anni successivi; la misura del contributo sarà stabilita dal Ministero di Giustizia, presumibilmente anche in ragione dell’ammontare dei fondi a disposizione al momento dell’esame della domanda. Lo Stato ha poi facoltà di rivalsa sul coniuge inadempiente.

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