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Avv. ANTONIO CARDELLA Via Cimaglia, 112 Tel/Fax 081 8491273 80059 Torre del Greco (NA) ESPERTO IN DIRITTO DI FAMIGLIA E DEI CONSUMATORI
27 Novembre 2020

Multe

Le sanzioni amministrative (in particolare quelle registrate agli automobilisti per violazioni al Codice della Strada) svolgono l´importante funzione di assicurare il rispetto delle regole e di scoraggiare comportamenti scorretti idonei a mettere in pericolo la sicurezza degli utenti della strada.

Tuttavia, in particolare negli ultimi anni, queste sanzioni sono fonte di frequente contenzioso in parte ascrivibile alla negligenza di alcune pubbliche amministrazioni nella gestione di una così importante funzione: se le multe "giuste" assolvono - come detto - ad una funzione sociale importante, quelle "ingiuste" sono un preoccupante segno di inciviltà. Molti automobilisti, ad esempio, si vedono recapitare cartelle esattoriali per multe già pagate o annullate dal Giudice di Pace. E non sempre le contravvenzioni che sono elevate ai cittadini sono legittime: notificate in ritardo o irregolarmente possono essere impugnate dai cittadini.

Autovelox

Soltanto le postazioni fisse di controllo dei limiti di velocità devono essere segnalate agli automobilisti, non quelle mobili come il telelaser. Lo ha stabilito un decreto del Ministero dei Trasporti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 23 agosto 2007 in attuazione del decreto legge n. 117/2007, che peraltro deve essere ancora convertito in legge. Le postazioni fisse di controllo, come Autovelox, potranno essere segnalate:
a) con segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti,
b) con segnali stradali luminosi a messaggio variabile,
c) con dispositivi di segnalazione luminosi installati su veicoli.
I segnali stradali di indicazione di cui alla lettera a), devono essere realizzati con un pannello rettangolare, di dimensioni e colore di fondo propri del tipo di strada sul quale saranno installati. Sul pannello deve essere riportata l´iscrizione "controllo elettronico della velocità" ovvero "rilevamento elettronico della velocità", eventualmente integrata con il simbolo o la denominazione dell´organo di polizia stradale che attua il controllo.
I segnali stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi devono essere installati con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante.

Autore: Unione Nazionale Consumatori

Multa illegittima se il vigile non ha l´uniforme

Per fare multe i Vigili o gli ausiliari del traffico devono essere in servizio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5771/2008 osservando che gli agenti stradali possono legittimamente contestare le infrazioni soltanto nell´ambito territoriale dell´ente di appartenenza e a condizione che siano effettivamente in servizio. Per la prima questione va ricordato che l´art. 3 della legge n. 65/1986 (legge quadro sull´ordinamento della polizia municipale) prevede che i Vigili possono svolgere le loro funzioni istituzionali soltanto nel territorio di competenza, ovvero il Comune. Inoltre, anche l´art. 12 del Codice della strada prevede che i Vigili urbani possono espletare i servizi di Polizia stradale soltanto "nell´ambito del territorio di competenza". Sui tratti di strade non comunali che attraversano centri abitati, i Vigili possono espletare soltanto alcune funzioni, come per esempio vietare temporaneamente la sosta, ma soltanto se il Comune ha chiesto il parere dell´ente proprietario della strada (art. 7 del Codice della strada). Non possono però fare contravvenzioni per diverse infrazioni come il passaggio con il rosso o l´eccesso di velocità.
Per quanto riguarda la seconda questione, le Corte di Cassazione si è pronunciata definitivamente sul caso di una donna multata da un Vigile che si trovava a bordo della propria autovettura in abiti borghesi. Ma l´art. 183 del regolamento del Codice della strada prescrive che gli agenti del traffico devono essere riconoscibili ed operare mediante l´uso di appositi capi di vestiario o dell´uniforme.

Autore: Unione Nazionale Consumatori

Le multe in spiaggia

Chi va in spiaggia rischia di prendere multe spaventose per piccole infrazioni a disposizioni che ignora completamente. C´è un ferrovecchio giuridico che è il Codice della navigazione emanato durante l´ultima guerra (regio decreto n. 327/1942), con annessi regolamenti di esecuzione, che all´articolo 1164 prevede una sanzione amministrativa di 2 milioni di lire per "chiunque non osserva una disposizione di legge o regolamento, ovvero un provvedimento legalmente dato dall´autorità competente relativamente all´uso del demanio marittimo o delle zone portuali". Per demanio marittimo, precisa l´articolo 28 del Codice, si intendono lido, spiaggia, porti, lagune e foci di fiumi, che sono, appunto, di proprietà dello Stato. Il Codice e i regolamenti di esecuzione non precisano però che cosa possa o non possa fare il bagnante sul demanio marittimo, rimandando tale competenza alle Capitanerie di porto. Queste emettono delle "ordinanze", infrangendo le quali si prende, come si è detto, una multa di 2 milioni. Dove si trovano le ordinanze? Stanno affisse nelle Capitanerie di porto, qualche volta all´ingresso degli stabilimenti balneari e, di certo, non si trovano sulle spiagge libere. I bagnanti non sanno neanche che esistono e che generalmente prevedono, ad esempio, che non si possono portare cani in spiaggia, che non si può giocare a pallone o pallavolo, che è vietato l´uso di acquascooters entro 300 metri dalla battigia, eccetera. Cosicchè ogni anno le cronache dei giornali riferiscono che zelanti poliziotti hanno inflitto una multa spaventosa a un ignaro bagnante che aveva portato il barboncino in spiaggia. Le ordinanze si occupano anche dell´ob bligo di lasciare un "corridoio" tra uno stabilimento balneare e l´altro per l´accesso gratuito sulla spiaggia demaniale, ma tale disposizione varia notevolmente da zona a zona, oppure nessuno ne controlla l´applicazione, per cui i bagnanti non ci capiscono niente e sorgono continuamente controversie. Ciò vale anche per la spiaggia demaniale, ovvero i famosi "5 metri" dalla battigia il cui uso dovrebbe essere consentito a tutti anche se c´è lo stabilimento (che paga una "concessione demaniale"). Nessuna norma stabilisce che siano proprio 5 metri, decidono le Capitanerie di porto anche perché vi sono spiagge piccole e grandi. In genere, le ordinanze prevedono i famosi 5 metri demaniali, ma soltanto per il libero transito o sosta temporanea, se c´è uno stabilimento, non per "accasarsi" con ombrelloni, tende o sdraio, anche perché i 5 metri devono essere sgombri al fine di agevolare il passaggio e le operazioni di soccorso in mare, in caso di infortuni. Varie norme prevedono altri divieti, come quello di fare pesca subacquea entro 500 metri dalla spiaggia frequentata da bagnanti (DPR n. 1639/1968), di praticare sci nautico in ore notturne o entro 200 metri dalla battigia (DM 26/1/1960), di parcheggiare veicoli sulla spiaggia demaniale (art. 1161 RD n. 327/1942) e di appropriarsi dei relitti ritrovati in mare o sulla spiaggia. Va notato che chi trova un relitto di valore e ne fa denuncia alla Capitaneria di porto ha diritto a un premio pari alla terza parte del valore e, se si tratta di un cetaceo arenato, alla ventesima parte del valore (articoli 510 e 512 RD n. 327/1942).
Per quanto riguarda le tariffe degli stabilimenti balneari, sono state liberalizzate con la legge n. 284/1991 e non sono più fissate dalle Capitanerie di porto, alle quali devono essere soltanto comunicate. Rimane comunque l´obbligo di esporle al pubblico in modo chiaro, visibile e leggibile. Lo stabilimento balneare deve rilasciare lo scontrino fiscale per l´ingresso, ma ne sono esenti le tipiche attività interne: noleggio di sedie a sdraio, lettini, ombrelloni, pattini e piccole barche a motore, uso di spogliatoi, docce, cabine e servizi igienici, accesso a impianti di balneazione. Sono però soggette allo scontrino tutte le altre attività non strettamente attinenti alla gestione degli stabilimenti balneari, ovvero uso di piscine, saune e bagni turchi, corsi di nuoto, vela, surf e sub, massaggi, cure estetiche e servizi di parrucchiere, boutiques, custodia di auto in aree di parcheggio, deposito di imbarcazioni e windsurf dei clienti, somministrazioni di alimenti e bevande in bar, ristoranti, tavole calde e pizzerie all´interno degli stabilimenti. Va ricordato che ora la multa per chi è sprovvisto dello scontrino va da 100.000 a 2.000.000 di lire, a discrezione dei finanzieri e secondo l´entità dell´acquisto e il comportamento del consumatore (se si arrabbia è peggio). In compenso, una nota ufficiosa del ministero delle Finanze ha permesso che lo scontrino sia tenuto anche in cabina e non necessariamente nello slip.

Fonte: Unione Nazionale Consumatori
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IL PARERE VERRA´ RECAPITATO, UNITAMENTE ALLA FATTURA, ALL´INDIRIZZO MAIL INDICATO DALL´ASSISTITO, ENTRO SETTE GIORNI LAVORATIVI DALLA RICEZIONE DELL´ACCREDITO DEL PAGAMENTO.

LO STUDIO LEGALE CARDELLA SI RISERVA, PER CONSULENZE DI PARTICOLARE COMPLESSITA´, DI CONTATTARE IL RICHIEDENTE.




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