Il pagamento del prezzo di un immobile da parte del convivente costituisce arricchimento senza giusta causa

04-01-2016 18:12 -

Cassazione civile, sez. III, 22/09/2015, (ud. 23/06/2015, dep.22/09/2015), n. 18632Il pagamento di parte del prezzo di un immobile da parte del convivente del compratore non può configurare un contratto (tra venditore e colui che versa il maggior importo) a favore del terzo (compratore), qualora risulti che il prezzo reale della compravendita sia stato concordato tra venditore e compratore e che quest’ultimo fosse consapevole del pagamento da parte del proprio convivente.

Ai sensi dell’art. 2041 c.c. l’avvenuto pagamento di parte del prezzo di un immobile da parte di un convivente, traducendosi in un incremento patrimoniale, costituisce arricchimento ingiustificato qualora la prestazione effettuata travalichi i limiti di proporzionalità ed adeguatezza comparati alle condizioni sociali e patrimoniali dei partners con conseguente esclusione della riconducibilità della prestazione svolta alla disciplina delle obbligazioni naturali tra conviventi.